brevi cenni di storia abruzzese
290 ac:Il territorio dell’attuale provincia di Teramo, anticamente abitato dai Piceni e dai Pretuzi, viene annesso all’impero Romano:20 ac : L’imperatore Augusto divide l’abruzzo in Picenum (a nord) e Samnium (a sud);
VIII sec.: I Longobardi includono il Picenum nel Ducato di Spoleto e il Samnium nel Ducato di Benevento;
1222 : Federico II di Svevia riunifica l’Aprutium;
1273 : Carlo I D’Angiò divide il territorio in Aprutium Ulteriore (a nord del fiume Pescara) e Aprutium Citeriore (a sud);
1343 : sale al trono Giovanna I D’Angiò;
1442 : Alfonso V d’Aragona conquista Napoli determinando la fine della dominazione Angioina;
1496 : dopo Ferdinando II di Napoli si susseguono dominazioni francesi, spagnole ed austriache;
1861 : unificazione al Regno d’Italia
da feudo a repubblica
secondo lo storico Niccola Castagna: la regina Giovanna I D’Angiò concesse a Senarica insieme a Poggio Umbricchio, quale riconoscimento per il coraggio e la fedeltà dimostrata nel respingere le truppe Viscontee nel 1343, la possibilità di governarsi con proprie leggi, escludendo quindi ogni vassallaggio nei confronti di duchi o marchesi, ma soggetti solo direttamente alla sua corona. Infatti gli abitanti dei due villaggi, in virtù dell’antico diritto longobardo sulla successione delle proprietà, non solo al primogenito, si consideravano tutti Baroni di loro stessi, quindi si proclamarono Repubblica di Senarica, dove tutti erano nobili, nonimavano da soli i propri magistrati e eleggevano un Doge a capo della Repubblica. La denominazione di Repubblica di Senarica risulta anche su molti documenti storici e geografici fino alla metà del XIX secolo.
serenissima sorella
nell’organizzare lo status di repubblica, i senarichesi presero ad esempio la più importante di quel tempo: La Repubblica di Venezia che (sempre secondo il Castagna) concesse alla minuscola repubblica appenninica la propria protezione, definendola addirittura come “serenissima sorella”. In virtù di questa alleanza i senarichesi avrebbero inviato a Venezia 12 carlini d’oro annui e, in caso di necessità belliche, anche 2 soldati. Anche la scelta del “leone rampante” come simbolo della repubblica, la si vuole interpretare come un legame al leone di S.Marco.
antico sigillo bassorilievo 